Caldo: ondata di caldo africana pronta a conquistare l'Italia ad aprile, vediamo i dettagli


di  Redazione, 01-04-2025 ore 19:00      Condividi su facebook  Condividi su whatsapp  


Dopo una primavera finora piuttosto dinamica, tra incursioni fredde e repentini cambi di tempo, l’atmosfera sembra pronta a voltare pagina. Le ultime elaborazioni dei modelli meteorologici confermano infatti un’evoluzione significativa a partire dall’ultima decade di aprile, con la probabile espansione verso nord dell’anticiclone africano. Questa figura barica, che prende origine dal cuore del Sahara, ha tutte le carte in regola per dominare la scena mediterranea e portare con sé una precoce ondata di caldo, in particolare al Sud Italia.

Anticiclone africano: cos'è e come funziona

L’anticiclone africano è una massa d’aria di origine subtropicale continentale, molto calda e secca, che nasce nei deserti del Nord Africa. Quando si espande verso nord, coinvolge l’area del Mediterraneo centrale e, a volte, anche gran parte dell’Europa meridionale e occidentale. A differenza dell’anticiclone delle Azzorre, più mite e temperato, quello africano è associato a temperature molto elevate, soprattutto nei bassi strati atmosferici.

Nella seconda metà di aprile, i principali centri di calcolo modellistico segnalano una sua netta avanzata verso l’Italia, favorita da una temporanea ritirata delle correnti atlantiche e da un campo di alta pressione in estensione fino al cuore del continente europeo. Questo spostamento di masse d’aria provocherà un impennata delle temperature su tutta la penisola, ma con effetti particolarmente marcati al Sud.

Caldo anomalo: temperature oltre i 30°C al Sud

L’impatto dell’anticiclone africano si farà sentire in modo deciso soprattutto nelle regioni meridionali e sulle due isole maggiori. Tra il 20 e il 30 aprile, infatti, Sicilia, Calabria ionica e alcune aree interne e costiere della Puglia potrebbero registrare valori massimi fino a 30°C, con punte localizzate anche superiori. Si tratta di temperature tipiche di fine giugno o addirittura di luglio, ben 10°C al di sopra delle medie del periodo.

In particolare, le zone più esposte all’effetto favonico dei venti – come le aree ioniche calabresi o alcune conche interne pugliesi – potranno sperimentare giornate da piena estate, con cieli sereni, umidità molto bassa e forte soleggiamento. In queste condizioni, anche le temperature notturne risulteranno miti, con minime difficilmente sotto i 16-18°C, dando una sensazione di tepore costante per tutta la giornata.

Effetti e conseguenze dell’anticipo estivo

Un episodio di caldo anomalo così marcato in un periodo ancora primaverile può avere diverse conseguenze. Dal punto di vista agricolo, il repentino aumento delle temperature potrebbe accelerare i cicli vegetativi delle colture, ma allo stesso tempo aumentare il rischio di stress idrico, specie laddove le precipitazioni primaverili siano state scarse.

Anche per la popolazione, il caldo precoce può generare disagi, soprattutto per le categorie più fragili come anziani, bambini e soggetti con patologie cardiovascolari. Le elevate temperature, unite a una forte escursione termica rispetto ai giorni precedenti, potrebbero causare malesseri e affaticamento. È quindi consigliabile adottare da subito comportamenti prudenti: evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde, bere molta acqua e indossare abiti leggeri.

Inoltre, l’atmosfera più stabile e secca potrà favorire un aumento del rischio incendi in alcune zone boscose del Sud, specialmente dove la vegetazione risulterà più secca per la mancanza di piogge. Le autorità potrebbero già predisporre misure preventive per monitorare le aree a rischio.

Un evento isolato o un segnale più ampio?

Sebbene sia ancora presto per tracciare una tendenza consolidata per l’intera stagione, l’arrivo anticipato di masse d’aria subtropicale nel Mediterraneo è ormai un fenomeno che si verifica sempre più spesso. Negli ultimi anni, non è raro assistere a episodi di caldo estremo già da aprile o maggio, con temperature fuori scala rispetto alla media climatica del trentennio 1981-2010.

Questo evento, quindi, potrebbe non essere solo un’anomalia temporanea, ma il sintomo di un cambiamento climatico in atto, che vede stagioni intermedie sempre più corte e alterate, con passaggi bruschi tra condizioni fredde e periodi di caldo intenso.

Conclusioni

L’ultima decade di aprile 2025 potrebbe segnare l’inizio di un periodo eccezionalmente caldo per il Sud Italia, con temperature da piena estate e un dominio quasi incontrastato dell’anticiclone africano. Sicilia, Calabria e Puglia saranno le aree più colpite, con punte oltre i 30°C e scarti termici rispetto alla media anche di 10°C.

In attesa di capire se si tratterà di un episodio isolato o del preludio a una stagione estiva anticipata e intensa, resta fondamentale monitorare l’evoluzione dei modelli meteorologici e prepararsi a convivere sempre più spesso con fenomeni climatici estremi, anche in mesi che fino a qualche decennio fa erano sinonimo di primavera mite e piogge benefiche.

Ecco le previsioni nel dettaglio delle principali città della Puglia:

 




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