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CORONAVIRUS: altre due REGIONI potrebbero diventare presto ZONA ROSSA, in arrivo il nuovo REPORT dell’ISS

Il Premier Conte ha firmato un nuovo DPCM che sarà valido da venerdì 5 novembre al 3 dicembre. Esso mira ad arginare il contagio massiccio da coronavirus sul territorio nazionale e vi sono contenute le nuove norme da seguire, questa volta non uguali per tutti, ma in base a un colore attribuito ad ogni regione. Secondo quando riferito da Conte, l’Italia è stata suddivisa in zone rosse, arancioni e gialle, a seconda della gravità della situazione. I territori (o le regioni) che entrano in fascia arancione o rossa devono starci per almeno 14 giorni, poi saranno rivalutate, sempre in base a monitoraggi su dati scientifici e non discrezionali.

Ma attenzione: nelle ultime ore si è paventata l’ipotesi di un’aggiunta all’elenco delle zone rosse di altre due regioni: Veneto e Liguria. Lo riporta il quotidiano on line di Enrico Mentana, Open, che spiega il perché potrebbero cambiare colore e quindi di conseguenza anche le norme. Questo perché i nuovi dati non c’erano ancora nella serata in cui Conte ha parlato e se c’erano, erano ancora troppo parziali per chiarire la situazione del rischio di contagio delle singole regioni. L’attesa quindi dovrebbe finire venerdì 5 novembre, quando gli esperti dell’Istituto superiore di sanità produrranno un nuovo report sul monitoraggio settimanale, stavolta con dati più completi.
L’indice Rt delle due regioni, Veneto e Liguria, si attesta tra l’1,25 e l’1,50, e in base ai 21 indicatori considerati per il monitoraggio, avrebbero dovuto essere in zona arancione. Il peggioramento dello status è in corso di valutazione da parte dell’Iss, che potrebbe considerare più alto il livello di rischio anche per Toscana e Campania.

Ma vediamo la situazione attuale.
Il ministro della Salute aggiornerà comunque le fasce periodicamente. L’assegnazione avviene in base ai dati scientifici forniti dal Comitato tecnico-scientifico. Quali sono i criteri per collocare un territorio o un’intera regione in zona rossa, zona arancione o zona gialla?

La classificazione di una Regione in uno dei tre scenari indicati sopra è decisa dal ministero della Salute sulla valutazione di 21 criteri come ad esempio l’indice di contagio Rt, la presenza di focolai, la situazione di occupazione dei posti letto negli ospedali e dei posti letto in terapia intensiva. Si terrà conto anche della capacità di monitoraggio, il cosiddetto contact tracking, che nel frattempo secondo gli esperti è saltato. Poi ci sono altri 6 parametri che descrivono la capacità di accertamento diagnostico, indagine e di gestione dei contatti. Ad esempio la percentuale di tamponi positivi esclusi i secondi e i terzi test sulle stesse persone, oppure il tempo che passa dai sintomi alla quarantena e alla diagnosi.

AREA ROSSA, A RISCHIO ALTO: Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta e Calabria
Sono le aree nello scenario 4 con un Rt sopra l’1,5 e una trasmissibilità non controllata del virus. È questa la fascia in cui sono previste le misure più restrittive. Vediamo quali servizi rimangono garantiti e quali attività restano aperte. Quali negozi e attività rimangono aperte nella zona rossa? Le librerie, i negozi di fiori, i negozi di computer ed elettronica, quelli di articoli sportivi, biciclette, le concessionarie di auto e moto, i negozi che vendono prodotti per la pulizia, i ferramenta, i negozi di giocattoli e vestiti per bambini, le edicole, le farmacie, le profumerie e le erboristerie e le librerie. In generale, tutti i negozi alimentari e i supermercati, oltre a quelli che vendono e di prima necessità, dalla biancheria al sapone, continuano a essere aperti. Oltre alle lavanderie e tintorie, rimangono aperti anche i parrucchieri e i barbieri. Restano aperte anche industrie, artigianato, edilizia. Per quanto riguarda la ristorazione, invece, è consentita solo la consegna a domicilio.

AREA ARANCIONE. A RISCHIO INTERMEDIO: Puglia e Sicilia

Che cosa si può fare nella zona arancione? Scenario 3, con un Rt tra 1,25 e 1,5 e una trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo. Sono previste tutte le limitazioni delle zona gialla, con interventi lievemente meno restrittivi rispetto alla zona rossa.

AREA GIALLA, A RISCHIO MODERATO: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Molise, Marche, Provincia di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto.

Cosa si può fare?Nell’ultima fascia gialla, la terza, finiranno invece tutte le Regioni che hanno un indice di rischio compatibile con lo scenario 2, dove l’Rt si colloca tra l’1 e l’1,25. Qui varranno solo le misure valide a livello nazionale. Vale a dire didattica a distanza per le scuole superiori, divieto di uscita da casa dalle 22 alle 5 e chiusura di tutte le attività nella fascia notturna, stop per musei, chiusura dei centri commerciali nel weekend, chiusura totale per sale bingo e centri scommesse. Inoltre, vengono sospesi i concorsi, viene fortemente raccomandato lo smart working e la capienza massima per i trasporti locali, dagli autobus ai treni regionali, scende al 50%. La Campania ha comunque deciso di tenere chiuse tutte le scuole.

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