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CORONAVIRUS: situazione in peggioramento per la ottava settimana consecutiva. Oggi quasi 2.000 CONTAGI. Speranza, “Pronti a ogni evenienza”.

Foto Claudio Furlan - LaPresse 29 Febbraio 2020 Cremona (Italia) Cronaca Tenda per la triage allestita all’ospedale di Cremona per gestire l’emergenza coronavirusPhoto Claudio Furlan - LaPresse29/02/2020 Cremona - ItalyNewsTriage tent set up at the Cremona hospital to manage the coronavirus emergency

Da otto settimane la curva dei contagi da Coronavirus continua a crescere, così come il numero dei focolai attivi. Il report di monitoraggio settimanale di ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità, riferito al periodo 14-20 settembre, registra ancora un aumento dei casi. “Ci teniamo pronti ad ogni evenienza nel senso che abbiamo bisogno di essere pronti a misure qualora dovessero essere necessarie a livello di piccoli territori, a livello diciamo sub provinciale, mentre escludiamo in questo momento interventi più larghi” ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza. E intanto si fa strada l’ipotesi di un test obbligatorio anche per chi arriva dalla Gran Bretagna. 

Nel rapporto del dicastero e dell’Iss si legge che “il virus oggi circola in tutto il paese. Si conferma un aumento nei nuovi casi segnalati in Italia per la ottava settimana consecutiva con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni di 31.4 per 100mila abitanti mentre era a 29,4 per 100.000 abitanti nelle due settimane precedenti”.

E ancora non è possibile valutare l’impatto che l’apertura delle scuole avrà sull’andamento dell’epidemia. “Questo aspetto – scrivono infatti gli esperti – sarà valutabile a partire dalle prossime 2-3 settimane”. Nella settimana in esame non è stata ancora accertata una trasmissione del virus nell’ambito scolastico sebbene siano stati identificati numerosi casi sporadici in concomitanza con la riapertura delle scuole.
Ospedali e servizi sanitari assistenziali reggono, per ora, la nuova ondata, ma anche il tasso di occupazione dei posti letto in area medica, passato dal 4 al 5%, e il tasso delle terapie intensive, salito dal 2% al 3% con valori superiori al 10% in alcune Regioni, sono in aumento. 

Sotto all’1, per la seconda settimana di seguito, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici e pari a 0,95. Anche se 12 Regioni registrano un indice di circolazione del virus sopra l’1. 

Resta stabile l’età mediana dei positivi: 41 anni. Sono dati che indicano come occorra mantenere “una linea di massima prudenza. Il grande impegno di tutta la popolazione nella fase di riapertura – scrivono ministero e Iss – e il mantenimento di misure rigorose permette oggi di avere un impatto più contenuto sulla salute della popolazione e sul sistema sanitario rispetto ad altri paesi europei. Questo non deve portare a sottovalutare il rischio che sarebbe generato dall’autorizzazione di eventi ed iniziative di aggregazione in luoghi pubblici, e dei comportamenti individuali anche legati a momenti di aggregazione estemporanei”.

Dieci le Regioni che hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente, “che non può essere attribuito unicamente ad un aumento di casi importati, dall’estero o da un’altra Regione, o a un aumento nella attività di screening”. La maggior parte dei casi segnalati (84,2%), rileva il rapporto, continua ad essere contratta sul territorio nazionale, con una lieve diminuzione dei casi importati da stato estero (8% dei nuovi casi diagnosticati questa settimana contro il 10,8% la settimana precedente) e anche dei casi importati da altra Regione (3,3% nella settimana corrente contro il 5,5% la settimana precedente).

Il 27,6% dei nuovi casi diagnosticati in tutto il Paese è stato identificato tramite attività di screening, mentre il 35,8% nell’ambito di attività di contact tracing. I rimanenti casi sono stati identificati in quanto sintomatici (31,4%) o non è riportata la ragione dell’accertamento diagnostico (5,2%).

Anche questa settimana dunque, prosegue il rapporto, “si rileva una trasmissione locale del virus, diffusa su tutto il territorio nazionale, che provoca focolai anche di dimensioni rilevanti soprattutto nell’ambito domiciliare”. Complessivamente sono 2868 i cluster attivi di cui 832 nuovi. Nonostante ci troviamo di fronte a numeri alti, il 28,7% dei nuovi casi non è associato a catene di trasmissione note. La maggior parte dei focolai continua a verificarsi in ambito domiciliare e familiare (76,1% di tutti i focolai attivi), con un lieve aumento dei focolai associati ad attività ricreative (6,3%) e all’ambito lavorativo (5,6%).

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