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Viviana e Gioele: l’avvocato, “Viviana non si è UCCISA e non ha ucciso GIOELE. Lo inseguiva ed è salita sul traliccio per trovarlo”. Ecco la ricostruzione del LEGALE

Claudio Mondello, legale della famiglia del padre del piccolo ritrovato due giorni fa nella campagne di Caronia, espone la sua ipotesi sullo svolgimento dei fatti di quella mattina: «Tutto ha avuto origine dall’incidente»

«Viviana non si è uccisa e non ha ucciso il piccolo Gioele». Lo scrive su Facebook Claudio Mondello, legale e cugino del padre del piccolo di cui ieri ha effettuato il riconoscimento. L’avvocato spiega poi la sua ricostruzione dei fatti.

Tutto partirebbe da un “fortuito sinistro automobilistico” con Viviana che “si trovava a 100km da dove avrebbe dovuto essere” e quindi “decide di guadagnare la fuga”. «E’ lecito ipotizzare quanto segue: il bambino sfugge alla vigilanza della madre e si allontana. Forse anche solo di pochi passi. Probabilmente qualcosa, in quello scenario di campagna, attira la sua attenzione oppure lo spaventa. La madre, terrorizzata, cerca disperatamente di trovarlo ma i suoi tentativi falliscono. Al fine di meglio orientarsi, quindi, decide di salire sul pilone della corrente e guadagnare una posizione di privilegio rispetto al luogo circostante».

«E’ vero che il traliccio è posto più in basso rispetto alla collina adiacente (circostanza che mi lasciava dubbioso su uno scenario di tale guisa) ma lo è, altresì, che è l’unica tipologia di struttura che consenta di guardarsi intorno a 360 gradi. E’ compatibile, pertanto, con l’idea di chi voglia perlustrare la zona limitrofa; probabilmente (così ipotizzo) per guadagnare il contatto visivo col bambino. Perché per ritrovare il bambino e non per ritrovare la via smarrita? Perché si discorre di un possibile pericolo mortale (da quel traliccio transita corrente elettrica ad alto voltaggio) per cui ipotizzo che una spinta esiziale – tale da far decadere ogni indugio – sia stata, per Viviana, quella di ogni madre responsabile: l’amore (“mi coinvolse un senso di protezione”) e la tutela del proprio bambino. Da quella posizione Viviana, finalmente, rintraccia Gioele: si affretta a scendere ma, probabilmente per evitare di perdere tempo, ritiene preferibile saltare. Questa scelta le è fatale», l’ipotesi di Mondello

«Da questo punto in poi faccio mia la ricostruzione di chi ha restituito Gioele alla propria famiglia: Giuseppe Di Bello, ex brigadiere dei Carabinieri. E’ probabile che il bambino abbia vagato tra i boschi fino al momento in cui è incorso in un incontro funesto (forse un suino nero dei Nebrodi; in zona ve ne sono molteplici sia da allevamento che allo stato brado). Quanto sopra deve essere vagliato, in modo accurato, e supportato da evidenze tali da rendere impossibile ogni alternativa possibile. Un lavoro che impone pazienza, rispetto e silenzio», conclude.

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