“FATE PRESTO, il Sud è sprofondato”! 35 anni fa il devastante terremoto dell’Irpinia!

Chi c’era, quel 23 novembre del 1980 ricorderà per sempre l’ora del terremoto, le 19:34. E cosa faceva in quel momento. A quei tempi i canali tv si contavano sulle dita delle mani e a quell’ora la Rai trasmetteva un tempo di una delle partite della serie A giocate nel pomeriggio (racconto di anziani).

Chi ne aveva approfittato per una gita fuori porta non poté non notare l’anomalia di una giornata calda, troppo calda per quella stagione. La terra tremò in Campania e Basilicata, con epicentro in Irpinia, per circa 90 interminabili secondi.

Un minuto e mezzo che rase al suolo interi paesi provocando circa 3000 morti, 9000 feriti, 300 mila senza tetto e 150 mila abitazioni distrutte, interi paesi isolati per giorni. Oggi, a 35 anni di distanza, il ricordo di quella giornata e delle settimane che seguirono, caratterizzate da uno Stato impotente dinanzi al disastro, incapace di coordinare i soccorsi, tardivi e insufficienti nonostante lo sforzo immenso messo in campo dai volontari, è tutt’altro che sbiadito. Dei 119 comuni irpini, furono 99 quelli che riportarono danni alle strutture.

Il sisma fu avvertito pesantemente anche a Napoli dove la gente si riversò in strada per passare la notte. Il tempo ha placato le furenti polemiche sull’erogazione dei fondi per la ricostruzione e sulle risorse destinate allo sviluppo industriale: complessivamente, per i comuni colpiti di Campania, Basilicata e Puglia, sono stati stanziati quasi 30 miliardi di euro (dati 2011 della Camera dei Deputati). Restano ancora code che riguardano le aree industriali della ex legge 219/81 e i fondi destinati ai Comuni. Ma resta soprattutto il ricordo dell’impegno dei sindaci nella ricostruzione e quello dei volontari di tutta Italia in uno scenario post bellico.

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Alcuni comuni vicini all’epicentro – tra i quali Conza della Campania, Laviamo, Muro Lucano – furono quasi rasi al suolo, altri gravemente danneggiati.

Oggi, a 35 anni di distanza, il ricordo di quella giornata e delle settimane che seguirono, caratterizzate da uno Stato impotente dinanzi al disastro, incapace di coordinare i soccorsi, tardivi e insufficienti nonostante lo sforzo immenso messo in campo dai volontari, è tutt’altro che sbiadito.

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Sopratutto vedendo i TG e leggendo i giornali di questi giorni che mostrano le strazianti immagini del terremoto che ha colpito il Centro Italia il 24 Agosto e il 30 Ottobre.

TERREMOTO 1980

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Attualmente, a 35 anni di distanza, ancora molta gente vive nelle case di legno, installate subito dopo il disastroso terremoto. Arriverà prima o poi una degna ricollocazione anche per il meridionali?

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Michele Conenna

Esperto di meteorologia e volto noto del Sud Italia conduce quotidianamente la striscia meteo nel Tg di Telenorba alle ore 07.45. Da sempre affascinato di fenomeni estremi, è attento a tutto ciò che accade nella sua amata Puglia. Fenomeno di maggiore interesse neve e temporale!

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