Ciclone in formazione sullo Jonio. Sfiorato il Salento – Si tratta di un TLC, Tropical Like Cyclone – Cosa accadrà?

La figura depressionaria che ancora adesso tiene sotto scacco una buona fetta del nostro Paese, recandovi precipitazioni ed annuvolamenti a carattere sparso, tenderà nelle prossime ore ad isolarsi verso i settori meridionali del Mediterraneo, laddove almeno in parte tenderebbe a perdere le caratteristiche fredde originarie per diventare qualcosa di più simile ad una Tempesta Tropicale mesoscala.

Il termine più appropriato per definire questo fenomeno è quello di “Tropical Like Cyclone” ad indicare una circolazione atmosferica depressionaria ormai non più legata ai processi frontali classici delle medie latitudini, la quale inizia ad attingere la propria energia dal mare, trasformandosi gradualmente in una tempesta a cuore caldo. Questo processo di trasformazione negli ultimi anni diventa più frequente grazie alle lunghe estati molto calde e con forti avvezioni africane, le quali concorrono ad immagazzinare una grande quantità di calore sul Mediterraneo. Sempre più spesso questo calore viene conservato anche per buona parte dell’autunno per dare poi luogo ad intensi cluster temporaleschi oppure, come in questo caso.

Tutto diventa proporzionato alle esigue dimensioni del Mediterraneo, inoltre spesso e volentieri questa trasformazione avviene soltanto in modo parziale, verificandosi dapprima negli strati bassi dell’atmosfera per poi semmai conquistare i piani più alti. Anche in questo caso pare che la trasformazione possa verificarsi in modo parziale ma il mutamento delle caratteristiche della depressione sono particolarmente evidenti nel comportamento del vento al suolo pronosticato dai modelli che disegnano un vero e proprio “occhio“.

Tutto attorno vi sarà intensa convezione, la formazione di nubi a sviluppo verticale è tradita dalla temperature elevate previste all’interno della depressione, laddove i valori al piano isobarico di 850hpa (circa 1500 metri) saranno maggiori rispetto alle zone circostanti. Tale comportamento della temperatura si inverte al piano isobarico di 500hpa, laddove ritroveremo ancora un piccolo cuore d’aria più fredda nella zona di maggiore vorticità, a testimoniare una trasformazione che potrà verificarsi in modo soltanto parziale. Gli ultimi aggiornamenti prevedono che il ciclone rimanga in mare aperto, sullo Jonio, e si dirigerà con molta probabilità sulla Grecia. Solo il Salento e la Calabria Jonica potrebbero avere degli effetti, ovvero venti sostenuti e precipitazioni.

Il “Medicane” inoltre è contraddistinto da venti molto più violenti, spesso possono toccare punte di 140 km/h e da una pressione centrale molto più profonda che può scivolare persino sui 975 hpa, valore estremamente basso per l’area mediterranea. Poi nel “Medicane” il valore barico così profondo porta a generare il tipico occhio persistente al centro del sistema temporalesco principale. La media degli ultimi decenni vede la formazione di un “Medicane” almeno una volta ogni 3-4 anni. Nell’ultimo secolo il servizio meteorologico nazionale ha catalogato diversi casi di “Medicanes” e più precisamente nel Settembre 1947, Settembre 1969, Settembre 1973, Agosto 1976, Gennaio 1982, Settembre 1983, Dicembre 1984, Dicembre 1985, Ottobre 1994, Gennaio 1995, Ottobre 1996, Settembre 1997 e Dicembre 2005. Tra i casi più “recenti” ai nostri tempi non possiamo non parlare delle distruzioni portate dal “Medicane Cornelia” nell’Ottobre del 1996.

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